Beltane: l’Opera al giallo, il Diavolo e la Viriditas

La Ruota dell’Anno, con le sue quattro stagioni e le relative corrispondenze, segue un sistema simbolico quaternario, analogo a quello dei primi processi alchemici, che erano scanditi da quattro fasi: la nigredo, o Opera al Nero; la albedo, o Opera al Bianco, la citrinitas, o Opera al Giallo e la rubedo o Opera al Rosso. Nel quindicesimo-sedicesimo secolo i colori si ridussero a tre: nero, bianco e rosso; il passaggio al giallo venne soppresso. Tuttavia, il cammino del tempo lungo le stagioni continua a seguire quattro fasi, che corrispondono alle quattro direzioni e ai quattro elementi naturali. Pertanto, se, come vediamo in Sacre Stagioni, a ogni sabba maggiore corrisponde una fase alchemica, quella relativa a Beltane-Calendimaggio non può che essere la citrinitas, la fase gialla, intermedia fra la purezza candida dell’albedo, all’inizio dell’anno, e la pienezza rosseggiante della rubedo, al momento del Raccolto. Ma forse ti chiederai perché l’Opera al Giallo sia stata soppressa. James Hillman, nel suo “Psicologia alchemica”, spiega che, dal punto di vista alchemico, i mutamenti di colore rivelano un cambiamento dell’essenza. Con ogni probabilità, scrive Hillman, l’alchimia trasse origine dalle arti manuali della metallurgia, dell’imbalsamazione, della gioielleria, della medicina sciamanica, della cosmetica e dell’arte tintoria, e la mente alchemica “dovette percepire nei mutamenti di colore del materiale usato un mutamento della sua natura essenziale”. In natura, quando il cielo e il mare cambiano colore, annunciano l’arrivo di un temporale; quando la frutta matura sul ramo, assume una diversa sfumatura. Quando una persona si ammala, diventa pallida o si arrossa, cambia il colore delle mucose, dell’urina, delle feci… in questa ottica, il colore giallo segnala un cambiamento che può essere inteso per il peggio: le foglie che appassiscono, la carta che invecchia, la sclera dell’occhio che mostra uno stato di sofferenza organica, le ferite che si infettano e così via. Tuttavia, il giallo ha anche una connotazione positiva: è il colore del grano maturo, del sole caldo, del miele, dei fiori primaverili… è un concentrato di luce ed energia, e per questo è particolarmente adatto a incarnare lo spirito di questo momento dell’anno, in cui ogni essere vivente si riattiva e l’energia vitale riprende a fluire con brio.

Lo zolfo, il Diavolo, il giallo

Per gli alchimisti Zolfo, Mercurio e Sale sono sostanze primordiali che informano tutto ciò che esiste: il Mercurio, che è un’essenza volatile e veloce, rappresenta lo Spirito; il Sale è il corpo, e lo Zolfo rappresenta l’anima. Questi tre principi sono fondamentali nel processo spagirico, ovvero il metodo di lavorazione delle piante secondo l’arte alchemica. Lo zolfo, sostanza di colore giallo e dall’odore pungente – sì, in effetti è proprio una puzza – in chimica e in metallurgia provoca cambiamenti sostanziali nella materia, mentre dal punto di vista metaforico rappresenta un cambiamento dell’anima, quello che Jung definisce “fattore motivante”, il “principio attivo” dell’arte alchemica dell’evoluzione interiore. In questo senso, sempre Jung trova nello zolfo un’affinità con il Diavolo, che corrompe ma anche spinge all’azione. Come dice Hillman: “l’elemento sulfureo del mondo invita l’anima a lasciare la fredda riflessione lunare dell’albedo e la chiama a una fusione con gli oggetti, dal corpo caldo, del desiderio.” È l’agente che istiga il cambiamento: il Diavolo di Beltane è il Diavolo dei tarocchi marsigliesi, che simboleggia la passione, l’energia, la creatività e la forza trasformativa e in cui, secondo Alejandro Jodorowski, si rileva la dimensione attiva del femminile e la dimensione passiva del maschile, con entrambe le energie che si riuniscono al centro per dare vita a una figura ermafrodita che contiene entrambi i sessi, nella piena espressione dell’energia di unione che caratterizza questo periodo dell’anno.

La viriditas, la verde forza vitale

Secondo alcune interpretazioni, la citrinitas – l’Opera al giallo – è talvolta sostituita dall’Opera al verde, la cosiddetta Viriditas, chiamata così dalla profetessa Ildegarda di Bingen che con questo termine esprime l’energia vitale, la forza, il vigore (la “vis” in latino). La Viriditas è di importanza cruciale nel pensiero di Ildegarda, perché non riguarda solo il verde della natura ma rappresenta il soffio vitale divino, che anima e vivifica tutto ciò che esiste. E, naturalmente, il colore verde che riempie la natura in questo periodo dell’anno ci parla con chiarezza della Viriditas, dell’energia di pura vita che, oggi, è in una fase di tripudio e di risveglio. 

Scrive Ildegarda: “O Viriditas nobilissima, che hai radici nel sole, e in candida serenità riluci nella ruota che nessuna altezza terrena contiene, tu sei circondata dall’amplesso dei divini misteri. Risplendi come la rossa aurora e ardi come la fiamma del sole.”

Quanti colori! Lasciamo dunque che i colori alchemici ci trasformino, che il giallo del sole e il verde dell’erba accendano il rosso della passione, del fuoco di Beltaine che ci vivifica e ci riempie di energia. Che l’energia di questo periodo dell’anno ti colmi e accompagni la tua fioritura! 

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