Pregiudizi e miti da sfatare sulla naturopatia

La naturopatia, le tecniche olistiche, l’energia e la spiritualità per me sono cose normalissime che fanno semplicemente parte del mio quotidiano,

ma mi rendo conto che non è così per tutti, e infatti ogni tanto sento certe perle che mi fanno capire che, forse, è il caso di chiarire un po’ le cose! Per questo, di seguito ti metto alcuni dei più diffusi luoghi comuni, fraintendimenti e pregiudizi sul mio lavoro, per aiutarti a districarti nel mondo dell’olismo e di tutte le sue mille sfaccettature. Pronta? Cominciamo!

Gli operatori non sono qualificati

Sì, in Italia la normativa è un po’ vaga e può bastare un paio di weekend di formazione per ottenere la qualifica di “operatore olistico” o “riflessologo”, ma sono sicura che sei perfettamente in grado di riconoscere una persona competente da una che si improvvisa! Per quanto riguarda la Naturopatia è previsto un piano di studi di minimo tre anni – nel mio caso tre anni di frequenza obbligatoria, con esami e tesi finale, e quarto anno post diploma di specializzazione. Personalmente, a ulteriore tutela dei miei clienti, ogni anno rinnovo l’iscrizione a un’associazione professionale di categoria: questo mi permette di essere sempre aggiornata sull’adeguamento alle normative, di avere un’assicurazione professionale e soprattutto di avere alle spalle un comitato etico che controlla e garantisce la mia formazione, compresi i corsi di aggiornamento che mi sono richiesti. Da quando mi sono diplomata, nel 2017, continuo a studiare ogni anno, approfondendo gli argomenti che mi appassionano perché tu possa trovare un’offerta il più possibile completa e utile al tuo benessere e alla tua evoluzione. E questo no, non può farlo chiunque: può farlo soltanto chi lavora con la testa e con il cuore.

Se chiedo direttamente consiglio in erboristeria non è la stessa cosa?

È vero che nelle mie consulenze suggerisco spesso rimedi erboristici, ma la differenza è che io non lavoro solo sul sintomo che mi porti: ascoltandoti approfonditamente, osservandoti, entrando in risonanza con te, testando la tua energia, riesco a fare un quadro completo della tua situazione, delle tue qualità energetiche, dei tuoi squilibri anche sul piano sottile. Ed è tenendo conto di tutte queste cose che poi delineo i rimedi che ti consiglio. Lavoro sul sintomo, ma anche sul terreno e su un piano più sottile; non scelgo un rimedio che ho pronto su uno scaffale, ma proprio quello che fa per te, tenendo conto delle mille, sottili varianti che contraddistinguono ogni persona. Il bello dei rimedi naturali è che con loro si può lavorare in ottica di prevenzione, si può personalizzare al massimo l’intervento, ma per farlo è importante dedicare tempo, attenzione, ascolto e osservazione a ogni persona. E non sempre questo è possibile farlo in un negozio… Comprare direttamente i rimedi in erboristeria o in farmacia può andare bene per una situazione urgente ed estemporanea, ma se vuoi fare un percorso di crescita e di evoluzione, la consulenza naturopatica è la strada più giusta per te. 

Riguarda la religione/devo cambiare religione?

Ma no! Assolutamente, la naturopatia e nessun percorso olistico ha a che fare con la religione – e ancor meno con il satanismo (sì, ho sentito anche questo!). Personalmente, nel mio lavoro do parecchio spazio alla sfera spirituale, ma non temere che ti porti a messe nere o altre amenità! La spiritualità non c’entra con la religione e in particolare la naturopatia non è legata a nessuna religione e nemmeno a pratiche esoteriche; poi, ciascun naturopata può arricchire il proprio bagaglio con conoscenze particolari e personali, che spesso hanno un risvolto esoterico perché riguardano l’astrologia e le stelle, l’energia dei pianeti collegata alle piante e agli esseri umani, l’intuito e le forme di divinazione ad esso collegate, come la lettura dei Tarocchi o delle Rune, l’applicazione di concetti che derivano dall’alchimia o dalla cabala; queste pratiche però non sono obbligatorie e tantomeno sono “sataniche”, sono soltanto degli strumenti per conoscersi meglio e approfondire il proprio legame con il mondo della natura e dello spirito. Se inizi un percorso naturopatico con un professionista serio, non ti chiederà mai di cambiare la tua religione, su questo ti do la mia parola d’onore.

Non funziona!

Mh… ma tu, ci hai provato davvero? Hai seguito scrupolosamente i consigli del tuo naturopata di fiducia? Nel mio lavoro ho notato che sì, talvolta il percorso “non funziona” e la persona non ottiene i risultati sperati. Ma poi, andando a guardare bene, viene sempre fuori la verità: chi non ottiene risultati è chi non ha seguito i consigli, non ha preso i rimedi, non ha dedicato tempo alle semplici pratiche che vengono suggerite. Spesso questo accade perché non è facile uscire dalla propria zona di comfort e modificare il proprio stile di vita, perché si cerca l’”effetto pasticca” (soluzione immediata del sintomo, e pazienza per tutto quello che l’ha causato) o perché le pratiche sembrano banali: se ti consiglio, per fare un esempio, di dedicare ogni giorno dieci minuti alla meditazione, potresti pensare che si tratta di una sciocchezza, che se salti un giorno sì e uno no non cambia nulla, che se ti dimentichi nessuno se ne accorge… ma quei dieci minuti fatti con costanza, con l’intenzione di regalarti del tempo di benessere, possono essere realmente trasformativi. Certo però che se non lo fai non potrai saperlo!

È costoso, chi lavora nel benessere non dovrebbe farsi pagare…

Sai, dietro una singola consulenza naturopatica ci sono anni di studio, formazione, attenzione, cura, impegno e lavoro. Io e i miei colleghi abbiamo deciso di investire tempo, denaro, energia e cuore per imparare tutto quello che può servirci per fare al meglio questo lavoro, e spesso continuiamo a formarci anno dopo anno per imparare tecniche sempre nuove, aggiornarci sulle ultime scoperte, confrontarci con altri professionisti che seguono il nostro cammino e con cui possiamo condividere le nostre esperienze. Tutto questo ha un valore, e, soprattutto, tu hai un valore. Nel momento in cui scegli di iniziare un percorso naturopatico, di ricevere dei trattamenti energetici o di rivolgerti a un operatore olistico, stai dando valore alla tua persona, alla tua energia, al tuo benessere. Se pensi che non sia giusto pagare un professionista del benessere, forse è perché non credi di meritare il benessere: in questo caso, la questione non è tanto che “è costoso”, ma che tu non ti riconosci quello che vali.

E adesso confessa: hai mai pensato queste o altre amenità? 🙂

Se hai ancora qualche dubbio su questa bellissima professione, scrivimelo nei commenti, sarò felice di risponderti! 

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