Tre libri (e un oracolo) incantati per entrare nell’atmosfera del Solstizio d’estate

Si avvicinano i giorni del Solstizio d’Estate, il tempo in cui sulla terra si risveglia la magia. Nella notte del 23 giugno il velo fra il nostro mondo e quello fatato si assottiglia ed è facile incontrare il Piccolo Popolo – o almeno percepirne la presenza, se ci attardiamo all’imbrunire in qualche boschetto o ai piedi di una collina fiorita. E se proprio non riusciamo a vedere nemmeno una fata, possiamo però creare intorno a noi l’atmosfera giusta leggendo storie che ne parlano e circondandoci di immagini evocative: in questo articolo ti parlerò proprio di tre libri incantati e di un mazzo di carte oracolo che ti porteranno dritta dritta a Faerie!

“Fate” di Brian Froud e Alan Lee

“Le leggende e i miti sulle Fate sono molti e diversi, spesso contraddittori: solo una cosa è certa, che nulla è certo.

Tutto è possibile nella terra delle Fate.”

Questo libro è un classico nel suo genere ed è assolutamente incantevole. A prima vista potrebbe sembrare un libro per ragazzi, perché è riccamente illustrato – le illustrazioni sono sia a colori che in bianco e nero, poetiche e dettagliate, spesso a tutta pagina, tanto che si potrebbe tranquillamente dire che è il testo ad accompagnare le immagini e non viceversa. In realtà, anche i grandi con un cuore curioso, amanti delle leggende e del folklore e che vogliono saperne di più sul mondo fatato resteranno stregati da questo volume!

Il libro è strutturato come un quaderno di appunti sparsi, uno zibaldone magico che raccoglie storie, canzoni, leggende e poesie che riguardano il Piccolo Popolo, e soprattutto le creature del folklore inglese, irlandese e scozzese. Puoi quindi trovare la descrizione, con tanto di ritratto, degli Urisk (elfi scozzesi che frequentano gli stagni) e delle Glaistig (ninfe delle acque in parte donne e in parte capre, un po’ come le nostre Anguane); la storia di Finvarra, il Gran Re delle fate irlandesi, e la leggenda del pastore finito suo malgrado in un cerchio di fate; troverai i pixie, i kelpie, i brownies, i booka e tante, tante altre creature magiche. Ah: se anche tu, come me, sei appassionata di erbe, allora amerai il capitolo dedicato alla flora del regno delle fate, anche questo splendidamente illustrato con magici acquerelli. 

“Racconti di fate e tradizioni irlandesi” di Thomas Crofton Crocker

“Io so, Signora, che tu non schernirai queste visioni fatate.

Segui allora nel viaggio la tua guida.”

Questo libro è un gioiello prezioso. È un classico della letteratura, l’equivalente irlandese della raccolta di fiabe dei fratelli Grimm (che difatti erano in contatto con l’autore e, all’uscita del libro, nel 1825, l’hanno subito tradotto in tedesco). Thomas Crofton Crocker, nato a Cork alla fine del ‘700, è considerato il pioniere degli studi folkloristici nelle isole britanniche, e questo volume è il suo capolavoro. Percorrendo le campagne irlandesi, di villaggio in villaggio, Crocker ha raccolto dalla viva voce dei contadini e dei pastori i racconti tradizionali, in cui le sorti degli uomini finiscono sempre per mescolarsi con quelle del Buon Popolo – fate, Banshee, Cluricaune e le altre creature sovrannaturali che abitavano nei ruscelli, nelle valli e sotto le colline. Queste storie sono ironiche e fantastiche, leggerle è come rifocillarsi con una pinta di birra scura in un pub fumoso in mezzo alla campagna, mentre fuori cala la nebbia e creature misteriose sono pronte a giocare qualche tiro birbone agli esseri umani di passaggio… È un lavoro assolutamente originale sulla cultura irlandese tradizionale, e riprende l’antica arte degli seanchaí, i poeti-cantastorie, “portatori di vecchie tradizioni”, che avevano un ruolo centrale nella cultura celtica

Mi raccomando di non perderti la postfazione di Francesca Diano, che ha tradotto per prima il libro in italiano, proponendolo a vari editori prima che lo acquistasse Neri Pozza. Nel suo saggio critico racconta in che modo è entrata in possesso della prima edizione inglese del libro, e la descrizione del vecchio libraio irlandese fa pensare proprio a un personaggio di queste storie. Forse, chi lo sa, se oggi possiamo leggere anche noi questo volume, è grazie a un piccolo incantesimo!

“Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare

“Conosco un pendio dove fiorisce il timo selvatico, dove sbocciano la primula e la tremula violetta […] 

Là dorme talvolta Titania la notte, cullata da suoni e danze tra i fiori.”

Il “Sogno” non ha bisogno di presentazioni: è sicuramente una delle commedie più conosciute e amate fra quelle composte dal Bardo inglese, ma è sempre un piacere rileggerla, nei giorni in cui il sole si alza sempre più nel cielo e le notti si fanno sempre più corte. Corte sì, ma indubbiamente molto animate! Questa commedia si svolge quasi interamente nell’arco di una nottata, ovviamente la notte di mezza estate: ma dato che nei paesi anglosassoni, nei tempi antichi, l’estate iniziava alle calende di maggio, sappiamo che la mezza estate corrisponde proprio ai giorni magici del solstizio e in particolare al 23 giugno, notte delle fate per eccellenza. Il tema dell’opera è l’amore con i suoi mille equivoci, nelle cui trappole possono cadere sia gli umani che gli esseri fatati. Nell’affollato bosco in cui si svolgono i fatti, in quella notte possiamo incontrare due coppie di amanti umani, uno scalcagnato manipolo di attori, Titania e Oberon – il re e la regina delle fate – e la loro corte composta da fate e da Puck, detto anche Robin Goodfellow, uno spiritello appartenente al folklore inglese. 

La trama è un intreccio di equivoci: nozze combinate e fughe d’amore, bisticci fra amanti umani e fatati, il succo di un fiore magico che fa innamorare, fate e folletti che si danno da fare per accontentare i loro sovrani, prove notturne di uno spettacolo teatrale e attori che, per un sortilegio, si trovano con una testa d’asino sul collo… L’insieme è spassoso, onirico, magico e surreale: proprio la lettura ideale per la notte di mezza estate!

“Forest Fae. Curious messages of enchantement” di Nadia Turner

“Segui i segni segreti, poiché puoi trovare tesori dove meno te li aspetti.”

Ho una piccola collezione di strumenti di divinazione: tarocchi, rune, ciondoli, carte oracolo. Ogni tanto scopro qualche mazzo nuovo che mi chiama, e con il mazzo Forest Fae è stato proprio amore a prima vista! Così, ho deciso di farmi un regalo di compleanno anticipato – compio gli anni proprio il 23 giugno, il giorno delle fate – e ho acquistato questo mazzo, per potermi affidare ai messaggi del Piccolo Popolo in questi giorni, in cui il velo fra il nostro mondo e il loro si assottiglia. Come immaginavo, è un oracolo bellissimo. Le carte sono piccole e quindi si maneggiano con estrema facilità, ed è anche poco ingombrante se vuoi portarlo con te in borsa o in tasca. I disegni sono meravigliosi, così onirici, misteriosi, fatati… raffigurano le strane creature che vivono nel sottobosco, fra le erbe e sotto le colline, un po’ animali, un po’ umane, molto arcane, e ciascuna di esse porta un messaggio che parla dritto all’anima – naturalmente, per chi lo sa ascoltare!

Se anche tu come me ami metterti in contatto con il Sacro ed esplorare le profondità del tuo animo attraverso la divinazione, se sei attratta dal mondo dei Fae e dalle loro infinite leggende, allora questo mazzo non può mancare nella tua collezione. Insieme ai libri di cui ti ho parlato, sarà l’equipaggiamento perfetto per il tuo viaggio nei reami incantati. 

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2 commenti su “Tre libri (e un oracolo) incantati per entrare nell’atmosfera del Solstizio d’estate”

  1. Accidenti Irene!!!! Sono tre letture meravigliose ma i primi due libri sono fuori catalogo quindi introvabili… Non ne avresti altri da suggerire? Comunque avevo appena selezionato pure io un paio di letture a tema oltre a *Il sogno*, ovvero “Puck il folletto” e “Il ritorno di Puck”.
    Il mazzo di oracoli è bellissimo *_*

    1. Ciao Laura, grazie per il tuo commento! Sì, ho visto che i primi due sono fuori catalogo ma ti consiglio veramente di vedere se li trovi magari fra l’usato, perché sono davvero dei piccoli capolavori, non esiterei a definirli dei veri e propri classici. Invece non conoscevo i due di Kipling che hai nominato, sono interessanti, grazie per la segnalazione!
      Sul Piccolo Popolo ho dei libri illustrati molto belli, casomai in futuro scriverò un altro post, e da non perdere c’è quello sugli Gnomi della stessa collana di “Fate”.
      E sì, il mazzo di oracoli è meraviglioso! ^.^

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